Sostenibilità in un bicchier d’acqua

di Salvatore Insolia



Usciamo dal supermercato carichi di confezioni da 6 bottiglie d’acqua da 1 litro e mezzo, come se ci stessimo allenando per il sollevamento pesi.

Al lavoro, in viaggio, a scuola compriamo bottigliette d’acqua da mezzo litro, una va e una viene. E, per qualcuno di noi, non c’è problema su dove buttarle: la strada è un’indifferenziata globale.

Ci laviamo le mani, ci facciamo una doccia, laviamo i piatti e l’acqua scorre senza fine davanti ai nostri occhi. Soprattutto se non paghiamo la bolletta di tasca nostra.



Azioni quotidiane che siamo abituati a svolgere secondo un certo copione, senza un socratico: ma fare così è giusto?


Eh, ma si è sempre fatto così. E, se si è sempre fatto così, vuol dire che fila tutto liscio. Liscio come l’olio esausto che siamo stati abituati a buttare nello scarico del lavandino dopo una frittura domestica formato famiglia allargata.

E l’olio non è l’unica cosa che abbiamo riversato negli scarichi e che ha compiuto un lungo viaggio verso il mare. Perché sì, noi non lo vediamo, ma la nostra casa è collegata al mare attraverso un’articolata rete acquatica che va dalle acque reflue ai fiumi.


In mare ci abbiamo fatto finire di tutto: plastiche, microplastiche, oli, grassi, farmaci e tutta una serie di sostanze che ne hanno fatto una discarica a cielo aperto. E, se non ci vogliamo credere, enormi isole di plastica galleggianti sono lì a dimostrarlo. Sul podio la più grande: la Pacific Trash Vortex.


Pin - sostenibilita e acquapng

Tutto questo discorso serve a mettere in mostra quanto mostruose sono le nostre azioni?

No. Su questo aspetto ai posteri l’ardua sentenza. Anche se le nostre scelte domestiche hanno effettivamente un peso in tutto questo, se vuoi capire come ridurre il tuo impatto dai un’occhiata al nostro percorso formativo online.

Questo discorso, come questo format, serve a mettere in mostra la banalità dell’insostenibilità, costituita anche dalle banali azioni che compiamo tutti i giorni senza farci troppe domande, cullati dalla comfort zone dell’abitudine.


Il cambiamento si fa sicuramente coi grandi provvedimenti governativi e mondiali, ma le rivoluzioni partono dal basso, dai cittadini, da ognuno di noi.


Quindi, la domanda chiave adesso non è “cosa lo stato può fare per la sostenibilità?” ma “cosa io posso fare per la sostenibilità?”. Prospettive entrambe necessarie, ma sulla seconda esercitiamo una maggiore rapidità decisionale e d’esecuzione.


Se, a questo punto, vuoi praticare una gestione più sostenibile dell’acqua e inquinare di meno i mari:


  • abbandona l’acqua in bottiglia e bevi quella del rubinetto usando una caraffa filtrante

  • usa la borraccia quando non sei a casa

  • chiudi l’acqua o, quantomeno, riduci il flusso al minimo quando lavi mani, denti, piatti o ti fai la doccia.

  • non usare lo scarico come una discarica, conferisci l’olio esausto, i farmaci scaduti e altri rifiuti negli appositi punti di smaltimento


Se vuoi abbracciare questo cambiamento e capire cos’altro puoi fare nel gioco di equilibri della sostenibilità, dai un’occhiata alle nostre consulenze per migliorare la tua organizzazione domestica e l’impronta ecologica.