Scuola sostenibile un mattone alla volta

La scuola ha bisogno di essere rinnovata e di diventare sostenibile. C’è bisogno di un cambiamento significativo. Non si può più andare avanti così… gli edifici necessitano di essere messi a norma.

È bene soffermarsi un po’ sulle questioni più terra terra, prima di entrare nelle alte sfere della pedagogia. Perché la sostenibilità non è un esercizio mentale, è qualcosa di molto materiale.

Se si vuole insegnare la sostenibilità a scuola, l’edificio scuola deve essere sostenibile.

Si sa che il connubio scuola-denaro non è dei migliori in Italia, ma con i 17 miliardi di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati alla Scuola italiana, qualcosa si dovrà pur fare.

Anche se, vista la situazione degli edifici scolastici in Italia, capisco se gli addetti ai lavori talvolta si mettono le mani nei capelli. Il 36% degli edifici scolastici al Nord e il 56% di quelli al Sud necessitano di interventi urgenti. Percentuali che aumentano di anno in anno. Perché, se la matematica non è un’opinione, se non si interviene la situazione può solo peggiorare.


E questo vale anche per la crisi ecologica, nella quale le nostre case hanno un ruolo fondamentale. Se vuoi scoprire come abitare la casa in modo organizzato, sicuro e sostenibile, dai un’occhiata la video corso ideato da Evekeia.

Questo è di fatto quello che emerge dal 21° rapporto EcosistemaScuola di Legambiente, che analizza lo stato di 7.037 edifici scolastici italiani frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti.

Da questa analisi emerge anche un preoccupante divario tra Nord e Sud, il che non è certo una novità per la nostra nazione, ma la sostenibilità vorrebbe dire anche equità a un certo punto…

Allora io sono siciliano di origini, quindi posso capire lo stereotipo delle nonne che cucinano per un intero battaglione. Ma questo non può sopperire alla mancanza della mensa nel 52% delle scuole del Sud contro il 34% di quelle del Nord. Questo rende più complicata la realizzazione di attività a tempo pieno. Ma probabilmente dal punto di vista degli studenti non è una mancanza così grave.

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E la sostenibilità dove la mettiamo?

Si parla poi tanto di ridurre le emissioni e di praticare una mobilità sostenibile… ma in questo il percorso casa-scuola non dà propriamente il buon esempio. Gli scuolabus ci sono solo nel 29% dei casi al Nord e nel 13,6% al Sud. Per non parlare del pedibus, presente solo nel 5% delle scuole. “A sorpresa” concentrato nelle regioni settentrionali. Il bicibus versa nella situazione più vergognosa, essendo attivo solo nello 0,2% delle scuole del Nord.

Per quanto riguarda la sicurezza, un edificio su due non dispone ancora del certificato di collaudo statico, di agibilità, prevenzione incendi.

E considerando che il 35% al Nord e l’86% al Sud si trovano in zone sismiche… meglio non tentar la fortuna pregando i Santi.

La bioedilizia è poi una sconosciuta, i nuovi edifici costruiti in maniera biocompatibile sono lo 0,9%. Appena 387 quelli classificati in classe energetica A. Mettere un fotovoltaico in tutte le scuole non sembra una cattiva idea, vista la situazione energetica dell’Italia. So che a vedere i prezzi del cartellino ci può scappare un mezzo infarto, ma la scuola è un edificio in teoria progettato per durare a lungo termine e il recupero in bolletta dovrebbe indorare la pillola e compensare ampiamente l’investimento.

Della sostenibilità a scuola non si può solo parlare, la si deve vedere coi propri occhi e toccare con mano.

L’auspicio è che questi fondi servano per rendere le scuole il modello della giusta transizione: innovative, sempre più sostenibili, progettate in maniera partecipata con il territorio e la comunità scolastica e collocate nelle aree più svantaggiate dal punto di vista sociale e ambientale.

Se anche tu vuoi abbracciare il cambiamento e capire come fare la tua parte nel gioco di equilibri della sostenibilità, dai un’occhiata alle nostre consulenze per migliorare la tua organizzazione domestica e l’impronta ecologica.

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