Quando la sostenibilità è veramente un'impresa

Ci sono parole impegnative nel nostro vocabolario. Parole il cui significato può farci tremare le vene e i polsi. Parole che richiamano qualcosa di grande, di importante, di incredibile.

Una di queste parole è “impresa”.

Impresa. Un vocabolo così breve ma che posato sulle nostre labbra fa affiorare grandi realtà.

C’è l’ardua impresa. C’è l’impresa eroica. C’è l’impresa economica, quella su cui ci soffermeremo in questo ottavo episodio del podcast di Evekeia.

Benvenuti. Sono Rosaria Rogasi, ex insegnante di economia domestica, in questo ottavo episodio solcheremo il mare dell’economia per scoprire la sostenibilità nelle aziende.

Cos’è un’impresa sostenibile? Cosa spinge un’impresa ad essere sostenibile? È una questione di etica? Una necessità d’immagine? O forse un’opportunità?

Può mai essere conveniente puntare sulla sostenibilità?


Le aziende sostenibili nel mondo sono stimate tra il 10 e il 15 per cento. Sono realtà che ogni giorno s’impegnano per trovare un equilibrio tra bene comune e profitto sulla bilancia dell’economia.

E non stiamo parlando di attività economiche che inquinano e sfruttano per poi destinare briciole dei loro proventi a interventi sociali e ambientali appariscenti da spendere sui social.

Perché essere sostenibili nei propri modelli produttivi e di lavoro vuol dire ben altro. 

Vuol dire avere a cuore la la qualità della produzione a favore dei clienti, il benessere e la sicurezza dei lavoratori, la crescita del territorio nella salvaguardia dell’ambiente.

Bisogna trovare un equilibrio tra tre grandi dimensioni, il che è veramente un’impresa!

  • In primo luogo devono raggiungere i propri obiettivi di profitto. Senza una sostenibilità economica non potrebbero altrimenti ripagare equamente il lavoro e le risorse impiegati per i propri beni o servizi. Obiettivo minimo per qualsiasi azienda, ma su cui ci sono delle riflessioni non indifferenti. Qual è la destinazione del profitto? Come viene suddiviso tra i lavoratori? Qual è il giusto prezzo di una risorsa o di un servizio? Come si applica il concetto di equità in economia?

  • E qui arriviamo a toccare il secondo obiettivo: il benessere e la dignità delle persone. Di tutte le persone. Non solo di quelle interne all’azienda. Non solo di quelle che sono rientrate in qualche modo nel ciclo produttivo dell’azienda. Di tutte. È auspicabile che tutti gli interessati dall’attività aziendale siano non solo rispettati nella loro dignità, ma sviluppino crescita personale e professionale, in un clima inclusivo e privo di discriminazioni. È qualcosa di prezioso, ma non basta per una reale sostenibilità. Perché se un’impresa nella sua attività produttiva gratifica i suoi lavoratori ma inquina e lede la salute delle popolazioni locali, in che modo può dirsi sostenibile? E se un’azienda paga adeguatamente il suo personale, ma i prodotti o i servizi che offre inficiano il benessere delle persone, la sostenibilità dove sta?

  • Infine c’è il terzo grande obiettivo: la salvaguardia dell’ambiente. Se anche venissero raggiunti gli altri due, la sostenibilità sarebbe monca senza questo. Nella propria attività un’azienda che desidera essere sostenibile deve avere un occhio di riguardo all'impatto sul nostro Pianeta. Deve quindi calcolare le conseguenze per il clima e la biodiversità e adottare tutte le strategie per impedire gli impatti negativi, compensarli qualora non fosse ragionevolmente possibile evitarli e applicare pratiche di economia circolare, attente al riuso e al risparmio delle risorse.

Tutto questo riguarda certamente le nostre coscienze. La nostra umanità.

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Nella storia della nostra specie, l’uomo non è esente da comportamenti predatori dettati dalla sopravvivenza, dal sistema socio-economico e dalla convinzione che il mondo ci appartiene, che è una nostra proprietà di cui disporre come vogliamo.

Basta pensare a quello che è successo sull’Isola di Pasqua per la realizzazione dei moai. Alla caccia alle balene per l’olio delle lampade. Alle ingenti estrazioni petrolifere e alle guerre nate per possedere l’ambito oro nero.

Davanti a tutto questo, c’è chi vuole cercare un’altra strada, un’altra logica, un modo di vivere e di lavorare in armonia con la natura e con le persone. Imprenditori che vogliono mettere in evidenza questa loro diversità e che vogliono immetterla con serietà e coerenza nel proprio mestiere.

Giorno dopo giorno, passo dopo passo, scoprono che questa direzione non solo li fa star bene con se stessi ma conviene alla loro azienda.

Come riportato da Next - Nuova economia per tutti, sono molti gli studi a livello internazionale che fanno emergere i vantaggi di un’azienda sostenibile:

  1. L’impegno dell’azienda le conferisce un posizionamento strategico e fidelizza i clienti più affini, quelli più sensibili e informati, che decidono di votare col portafoglio e di spendere anche qualcosa in più per sostenere un’azienda realmente sostenibile.
  2. Dipendenti e collaboratori sono maggiormente coinvolti nell’impegno dell’azienda e questo si traduce in maggiore efficienza e produttività. Soprattutto se sono ascoltati, rispettati, inclusi in un ambiente di lavoro stimolante e innovativo dove possono esprimere la propria creatività.
  3. Si costruisce un rapporto più cordiale e collaborativo con tutta la filiera, che migliora l’efficienza della catena e la fiducia con fornitori e clienti.
  4. Tutto questo naturalmente aumenta la reputazione dell’azienda, consolidando la sua posizione nel mercato e nel cuore dei clienti fidelizzati.
  5. Un’impresa responsabile e inclusiva genera meno conflittualità, quindi ha minori costi legali dovuti a possibili controversie. E quando l’azienda commette degli errori - che inevitabilmente capitano prima o poi visto che nessuno è perfetto - c’è una maggiore comprensione da parte dei cittadini. Ovviamente, se non c’è malafede e si vuole rimediare ai propri torti.

Insomma portare la sostenibilità nelle imprese riduce l’assenteismo, migliora l’efficientamento delle risorse, diminuisce gli sprechi, fidelizza di più i clienti, aumenta la reputazione dell’azienda. Sono tanti gli incentivi per cambiare rotta. 

E, considerando che solo l’1,76% delle aziende italiane presenta il Bilancio di Sostenibilità, c’è grande margine di miglioramento. Altrettanto vale anche al di fuori del lavoro, perché è nei gesti di tutti i giorni che possiamo esprimere la nostra sostenibilità e trarne i dovuti benefici. Ed Evekeia vuole essere un punto di riferimento di educazione domestica sostenibile.

Perché la voglia di sostenibilità è nobiltà d’animo, ma ha bisogno di mediatori e di competenze.

Ci ritroviamo nella prossima puntata, nella quale continueremo il nostro viaggio tra sostenibilità ed economia domestica.

Un caro saluto da Evekeia.