I valori del lavoro, tra sostenibilità e economia domestica

Lavoro, lavoro, lavoro.

Da tempi ormai dimenticati questa occupazione riempie la vita umana.

Si lavora per vivere e spesso si finisce a vivere per lavorare. Il tetto sopra la testa, il cibo in tavola, la corrente in casa, il riscaldamento, il gestore telefonico, l’allacciamento di internet, le rate della macchina… sono tante le cose che ci fanno mettere mano al portafoglio.

Ma non tutto si paga e, per certe cose, non c’è veramente prezzo, come diceva una certa pubblicità.

Benvenuti in questo settimo episodio del podcast di Evekeia. Sono Rosaria Rogasi, ex insegnante di economia domestica, oggi esploreremo il concetto di lavoro e lo metteremo in relazione con la sostenibilità.


Il denaro è sicuramente importante nelle nostre vite e il lavoro è il mezzo con cui lo guadagnamo e cerchiamo di garantire il nostro sostentamento. Il denaro non sarà tutto, non farà la felicità, ma senza denaro è difficile realizzare la propria libertà e quindi anche la propria persona.

Non si tratta di diventare milionari, avere uno stipendio a 6 zeri e comprarsi jet privati, ville, yacht o addirittura delle isole di proprietà. È questione di avere di che vivere, di poter garantire il nostro benessere e quello della nostra famiglia. Raggiunto questo obiettivo, abbiamo raggiunto una prima sostenibilità e possiamo allargare il nostro orizzonte.

Il tempo è denaro ma è vero anche il contrario. Perché raggiunto un certo equilibrio lavorativo, possiamo avere il tempo di costruire la nostra vita così come la desideriamo, di costruire la nostra persona così come la vogliamo, di investire quel tempo nelle relazioni che per noi sono importanti. Perché per una vita sostenibile i beni materiali sono certamente importanti ma non sono tutto. Una vita sostenibile è fatta anche da quei gesti e beni che non si possono calcolare semplicemente come uno scambio di oggetti, un mercanteggiare.

Arte, cultura, amicizia, amore, famiglia. L’esperienza umana è ben più straordinaria e complessa di quanto si può calcolare su una calcolatrice.

E qui entrano in gioco due aspetti, entrambi vitali per le nostre esistenze. Elementi di cui non riusciamo spesso a comprendere il valore, perché non si possono prezzare come le merci di un negozio.

I valori del lavoro - Pinpng


Il primo lo si capisce al volo se si ha la possibilità di ammirare un paesaggio davanti ai nostri occhi. Spesso basterebbe guardare fuori dalla finestra o dal finestrino, soprattutto in un paese bello come il nostro. Non a caso “bel paese” è diventata la classica espressione poetica per indicare l’Italia.

Fauna, flora, biodiversità. L’ape che impollina il fiore di pomodoro nell’orto, il melo sulla collina, il girasole nei campi. Il respiro della pineta. Il profumo della lavanda portato dal vento. Godiamo di tutto questo. Di tutta questa bellezza. Ed è qualcosa di talmente straordinario nella nostra vita che la scienza ancora oggi può spiegare il come ma non il perché.

Visto il tema di oggi, c’è da chiedersi: che ha a che fare la sostenibilità con il mondo del lavoro?

Sappiamo che se si parla di “antropocene”, c’è ben più di un motivo. Le attività umane influiscono sugli equilibri della natura e li stanno modificando in un modo che minaccia le possibilità di vita dell’uomo e di un numero spropositato di altre specie. Siamo nell’era della sesta grande estinzione.

I nostri modelli economici e di lavoro hanno un grande peso su questa bilancia.

Green jobs, smart working, efficientamento energetico, riduzione degli sprechi. La sostenibilità dev’essere il trend su cui virare i nostri modelli di lavoro, su cui gettare le fondamenta di una rivoluzione lavorativa: dall’agricoltura alla meccanica, dal turismo alla moda coinvolgendo cittadini sensibili, istituzioni responsabili e imprese innovative.

È innanzitutto una questione di forma mentis, di modo di pensare e quindi agire. Di abitudini. E questo è il nesso con il secondo aspetto, quello della nostra economia domestica, del lavoro non stipendiato che svolgiamo nelle nostre case.

Lavare e cambiare le lenzuola del letto. Crescere dei figli. Assistere un familiare con l’influenza. Andare al mercato a fare la spesa. Organizzare una cena in famiglia o una festa di compleanno. Sono tutti lavori. Hanno anche un valore economico, che ammonterebbe all’incirca a € 3000 mensili. Ma non hanno veramente prezzo.

Sono gesti di cura, li compiamo per migliorare la qualità della nostra vita e di quella dei nostri cari. E questi gesti plasmano la nostra quotidianità, il nostro modo di pensare e di agire. Perché solo quando mettiamo le mani in pasta in qualcosa ne comprendiamo tutti i risvolti e iniziamo a pensare concretamente a come fare quella cosa. Le lenzuola a quanti gradi è meglio lavarle? Come si educa un figlio? Quali alimenti aiutano una persona a riprendersi dall’influenza? Come incastrare la spesa tra i mille impegni della giornata? Per quanti invitati si deve cucinare il pranzo della domenica?

È da questi gesti di tutti i giorni, da questi preziosi lavori quotidiani che occorre cominciare a praticare la sostenibilità. Questi gesti che sostentano la famiglia e che sostengono anche il lavoro fuori casa. Un allenamento sul campo. Acquisire attitudini e strumenti di sostenibilità partendo dalle basi per trasformare anche i nostri ambienti di lavoro, il modo di produrre e di consumare.

Ed Evekeia vuole essere un punto di riferimento di educazione domestica sostenibile.

Perché la voglia di sostenibilità è nobiltà d’animo, ma ha bisogno di mediatori e di competenze, acquisiscile con il percorso dedicato.

Ci ritroviamo nella prossima puntata, nella quale continueremo il nostro viaggio tra sostenibilità ed economia domestica.

Un caro saluto da Evekeia.