Economia domestica e ambiente

Ciao a tutt* e bentrovat* in questo secondo episodio del podcast di Evekeia. Sono Rosaria Rogasi, ex insegnante di economia domestica.

Come già sapete questa è una rubrica settimanale che ci accompagnerà alla scoperta di una disciplina tanto dimenticata quanto indispensabile alla vita di tutti i giorni: l’economia domestica, per l’appunto.

Nella puntata precedente siamo entrati in questo discorso sull’economia domestica, indagandone il passato e proiettandoci verso il futuro, senza dimenticare le esperienze già presenti in altri stati.

In questa puntata indagheremo ed approfondiremo la relazione che c’è tra economia domestica e sostenibilità ambientale.

 

Iniziamo parlando dell’attuale situazione ambientale. Il quadro clinico non è dei migliori.

Il pianeta soffre di una malattia chiamata “antropocene”. Questo significa che il pianeta è malato a causa dell’impatto dell’uomo. Temperature fuori dalla norma, alluvioni, siccità. Sono tanti i sintomi di questo malessere.

Abbiamo 7 anni e mezzo per agire, per cercare di cambiare rotta e seguire la via della transizione ecologica, come ci ricorda il Climate Clock.

E cosa bisogna fare concretamente per una sostenibilità ambientale?

  • ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Le emissioni di CO2, metano e altri gas che alterano il clima, aumentano il naturale effetto serra della terra aumentando la temperatura di tutto il globo sconvolgendo i suoi equilibri.

  • rigenerare suoli, mari e biodiversità. Per utilizzare la loro capacità di catturare la CO2, produrre ossigeno, mitigare le conseguenze del surriscaldamento e sostenere l’ecosistema.

  • ridurre la cementificazione del suolo. In Italia spariscono sotto il cemento 2 metri quadrati di suolo ogni secondo. Il suolo è la pelle del pianeta. Al suo interno vivono miliardi di microrganismi fondamentali per la vita sulla Terra. In Italia stiamo sprecando questa preziosa risorsa continuando a costruire, invece di agevolare il recupero dei 7 milioni di edifici vuoti sparsi in tutto il paese.

  • Non disboscare ma piantare alberi. Spesso per fare spazio ad altre costruzioni, non solo si riduce il suolo ma si disbosca anche. Raddoppiando gli effetti negativi. Perché non solo la costruzione di nuovi edifici e strade comporta nuova produzione di CO2, ma in più il disboscamento diminuisce la possibilità di assorbire la CO2 emessa in atmosfera. Gli alberi in più fortificano il terreno e sono fondamentali nei territori esposti ad alluvioni, frane e altre calamità naturali. Disboscare significa esporre quei territori a maggiori rischi.

  • bisogna decarbonizzare. È necessario passare rapidamente a fonti energetiche più pulite e con minori emissioni di CO2 e altri gas a effetto serra rispetto al carbone.

Ma cos’ha a che fare tutto questo con la nostra economia domestica?

Emissioni di CO2, suoli, alberi, carbone… che c’entrano con la mia casa?

Iniziamo dalle emissioni di CO2. In Italia il 19,5% delle emissioni di gas a effetto serra - un quinto del totale - viene prodotto nelle nostre residenze. Da cosa è determinata questa produzione? In gran parte ha a che fare col nostro riscaldamento, che rappresenta tra il 60 e l’80% del consumo energetico domestico.

L’impianto poco virtuoso, l’isolamento non proprio ottimale e le nostre cattive abitudini influiscono molto sulle emissioni di CO2.

Ad esempio, le pompe di calore contribuiscono alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica CO2 perché non usano combustibili fossili per riscaldare la casa. Inoltre, la pompa di calore per riscaldamento permette un risparmio in bolletta fino al 40%.

Poi, un buon isolamento termico delle nostre case può contribuire a ridurre le emissioni di CO2 fino al 50% e permette di risparmiare fino al 60% della nostra energia.

Se poi abbassiamo il termostato delle nostre case di un paio di gradi e indossiamo un indumento in più possiamo evitare ulteriori sprechi energetici e conseguenti emissioni di gas serra.

Le ordinarie attività della vita di tutti i giorni possiedono effettivamente un potere straordinario, per questo Evekeia ha progettato un percorso formativo online rivolto a chiunque voglia imparare a condurre la propria quotidianità in maniera organizzata, ecologica e sostenibile.

Ci sono poi tante altre scelte e azioni che possiamo adoperare nel nostro quotidiano per ridurre le emissioni di CO2, come:

  • mangiare carne nella misura della piramide alimentare e della dieta mediterranea e ridurre fino a 0,80 le tonnellate di CO2 in un anno;

  • evitare voli, in particolare quelli transoceanici, significa fino a 1,6 tonnellate in meno;

  • spostarsi in maniera sostenibile, quindi a piedi, in bici, con un veicolo elettrico o tramite mezzi pubblici piuttosto che con l’auto a combustibile, riduce fino a 2,4 tonnellate di CO2.

Passiamo ora alla questione suoli, mari e biodiversità.

Se scegliamo di ristrutturare un edificio già esistente piuttosto che costruire in un terreno fertile è già un passo importante. In Italia dovrebbe diventare una pratica di bene comune il recupero di edifici dismessi rispetto alla continua cementificazione.

Ma nel nostro quotidiano c’è tanto altro che possiamo fare in favore del suolo, del mare e della preservazione della biodiversità dei nostri ecosistemi e territori. Ad esempio:

  • scegliere alimenti di stagione, prodotti locali, cibi biologici. Così da rispettare il ciclo della natura, diminuire i km percorsi da un cibo e favorire metodi di produzione che rispettano l’ambiente.

  • evitare lo spreco alimentare. Ogni volta che sprechiamo un alimento infatti sprechiamo il lavoro impiegato per produrlo ma anche le risorse ecologiche ed idriche utilizzate.

  • bere acqua dal rubinetto invece che acquistare quella nelle bottiglie di plastica. In un’indagine del CENSIS del 2018 è stato provato che 9 italiani su 10 bevono acqua minerale imbottigliata. Da un punto di vista ambientale questo significa immettere un sacco di CO2 nell’atmosfera per il loro trasporto (un tir ne produce circa 1300 kg ogni 1000 km) e dover fare i conti con circa 7/8 miliardi di bottiglie di plastica. E quando queste bottiglie, come altri materiali in plastica, non vengono smaltite correttamente finiscono nell’ambiente e in particolare nel mare.

Concludiamo con la decarbonizzazione. Decarbonizzare significa passare da fonti energetiche fossili a base di carbonio - come carbone, petrolio e gas naturale - a fonti energetiche rinnovabili - come il solare e l’eolico ad esempio.

Perché le prime vengono bruciate per produrre energia e durante la combustione emettono CO2 in atmosfera. A differenza delle seconde che nel loro funzionamento non emettono gas serra.

Questo fa capire quanto sia importante anche nel piccolo della nostra casa fare scelte importanti. Ad esempio, scegliere un fornitore di energia che la produca da fonti rinnovabili certificate da Garanzia d’Origine. Oppure scegliere un’auto elettrica al posto di una a diesel o a benzina.

Come abbiamo visto le relazioni tra ambiente ed economia domestica sono molte e ce ne sono molte altre ancora.

Per prenderci cura del pianeta su cui viviamo abbiamo bisogno di competenze e conoscenze che ci permettano di poter gestire la nostra vita in maniera eco-sostenibile.

Per quanto minuscole possano sembrare le nostre braccia, ogni gesto di ecologia quotidiana possiede un valore immenso: per la salvaguardia del pianeta e, ugualmente, per garantire il nostro futuro e quello delle prossime generazioni.

L’economia domestica ci educa a un approccio concreto, pragmatico, critico nell’applicazione quotidiana dei principi ecologici. Perché la voglia di sostenibilità è nobiltà d’animo, ma ha bisogno di mediatori e di competenze. Ed Evekeia vuole essere un punto di riferimento in questa innovata visione dell’economia domestica.

Vi diamo appuntamento nella prossima puntata, nella quale parleremo delle relazioni tra economia domestica ed economia propriamente detta.

Un caro saluto da Evekeia.