Cosa possiamo fare per preservare gli ecosistemi marini

di Salvatore Insolia


“Il mare è dolce e meraviglioso, ma può essere crudele”, così Hemingway descrive quella vasta distesa di acqua salata che copre la maggior parte di questo globo. Una sintesi tragicamente vera, anche se per motivi diversi da quelli a cui lo scrittore alludeva.


La dolcezza e la meraviglia del mare risiedono in un mondo sommerso ricco di vita, che gli conferisce la sua anima. Ecosistema messo più che mai a rischio dall’azione dell’uomo, in un modo che fa apparire la caccia alle balene quasi una bazzecola.

Il mare però non tace di fronte a ciò, il mare lentamente si gonfia e la sua reazione rischia di essere davvero devastante, di una crudeltà più umana che naturale.

In effetti, per il mare questi cambiamenti sono una questione chimico-fisica nella quale stabilire nuovi equilibri - non senza il sacrificio di innumerevoli specie marine.


L’uomo è il cosciente artefice di questo destino che finirà per avere sconvolgenti impatti sulla vita di centinaia di milioni di persone.


L’aumento dei gas ha effetto serra causato dalle attività umane ha molteplici risvolti sulle distese marine. Il più evidente è l’innalzamento dei mari causato dallo scioglimento delle calotte glaciali e dalla rivoluzione che il cambio di temperatura sta apportando al clima e al ciclo dell’acqua. Il livello medio del mare è salito di oltre 20 cm dal 1880 e si prevede che, di questo passo, si giungerà velocemente ai 30 cm entro il 2050. Che rappresentano questi cm di acqua salata in più?


Anche un piccolo aumento può avere effetti devastanti sugli habitat costieri verso l’entroterra: erosione distruttiva, allagamento di zone umide, contaminazione di falde acquifere e terreni agricoli da salsedine e perdita di habitat per pesci, uccelli e piante.


Senza contare le centinaia di città che verranno letteralmente sommerse entro fine secolo, tra queste anche le italiane: Venezia, Napoli, Cagliari, Palermo, Genova, Livorno, Brindisi e gran parte della Pianura Padana.

Inoltre la CO2 non rappresenta un problema solo per il livello del mare ma anche per la sua temperatura e la sua acidità.


I mari del mondo hanno assorbito oltre il 90% del calore prodotto dai gas a effetto serra, sconvolgendo le condizioni di vita delle specie acquatiche e causando la loro migrazione verso i poli. Le acque marine assorbono poi anche il 30% della CO2 emessa ogni anno dalle attività umane.


In questo modo i mari si acidificano con un indubbio effetto sulla catena alimentare del mondo sommerso, che lede non solo i gusci calcarei di conchiglie e molluschi ma anche il plancton calcareo, colpendo proprio alla base la piramide alimentare marina.

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Le nostre scelte domestiche hanno effettivamente un peso in tutto questo, per questo Evekeia ha progettato un percorso formativo online rivolto a chiunque voglia imparare a essere un consumatore consapevole e sostenibile.


Un disastro, insomma. A cui si aggiungono tutti i problemi derivati dal nostro sconsiderato uso delle materie plastiche, che approfondiremo venerdì sui nostri canali social con un contenuto dedicato anche all’Artistic Day.


Ora vediamo, invece, quello che possiamo fare per nel nostro piccolo per preservare l’ambiente marino.


Iniziamo dalla riduzione delle nostre emissioni di CO2:

  • che l’auto diventi l’ultima opzione per i vostri spostamenti, privilegiate ogni volta che potete le vostre gambe, la bici e i mezzi pubblici.

  • fotovoltaico e pompa di calore sono un’ottima accoppiata per produrre energia verde per la vostra casa. In ogni caso, allacciate la vostra fornitura elettrica a un fornitore che la produce da fonti rinnovabili e non da fonti combustibili. Ricordate poi di usare l’energia con accortezza: non dimenticate le luci accese in stanze dove non c’è nessuno, usate lampadine a risparmio energetico ed elettrodomestici in classe A, staccate dalla spina gli apparecchi elettronici in stand-by.

  • la produzione di qualsiasi oggetto determina una inevitabile emissione di anidride carbonica, pensateci prima di acquistare qualcosa che poi si rivelerà inutile e diventerà un rifiuto prima del tempo - l’abbigliamento è l’emblema di questa moda dello spreco. Praticare una corretta raccolta differenziata è un bene, ma ridurre i rifiuti a monte è decisamente meglio.

  • scegliete pesce di stagione e dei mari locali. I pesci hanno una stagionalità legata ai propri ritmi riproduttivi e vivono in habitat consoni alle loro esigenze vitali. Mangiare pesce locale di stagione contribuisce a preservare l’equilibrio dell’ambiente marino e riduce la lunghezza di trasporti e distribuzione, facendo anche risparmiare emissioni di CO2 e denaro. Le acque del Mediterraneo ospitano tantissime specie ittiche e abbondano di pesce azzurro, ricco di Omega 3 e acidi grassi, utili per il buon funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio. Seguite il calendario ittico, per scegliere il miglior pesce fresco di stagione e state attenti anche ai metodi di pesca - ad esempio la pesca a strascico devasta gli habitat marini, la certificazione MSC garantisce un pescato sostenibile.


Infine un ultimo accorgimento importante per tutelare gli ecosistemi marini:

  • limitate l’inquinamento idrico stando attenti ai prodotti utilizzati in casa e a quanto versate nel lavandino. Perché ciò che viene versato negli scarichi domestici finisce anche in mare. Che si tratti di detersivi per abiti, stoviglie o pavimenti scegliete prodotti biodegradabili certificati Ecolabel, marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che indica prodotti e servizi che garantiscono elevati standard prestazionali e sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita. Non gettate poi negli scarichi l’olio usato, perché bastano minime quantità di olio da cucina esausto, per causare danni gravissimi all’ambiente. Conservate in una bottiglia l’olio impiegato in cucina e conferitelo negli appositi contenitori per la raccolta nell’isola ecologica del vostro comune.


Se anche tu vuoi abbracciare il cambiamento e capire cos’altro puoi fare nel gioco di equilibri della sostenibilità, dai un’occhiata alle nostre consulenze per migliorare la tua organizzazione domestica e l’impronta ecologica.