Come scegliere tonno sostenibile

di Salvatore Insolia


Ventresca, filetti, bottarga, mosciame, lattume, cuore, buzzonaglia. Scatolette, bistecche, tartare, sushi e sashimi… e l’elenco potrebbe continuare molto a lungo.

Questi sostantivi coloriti indicano varie parti e modalità d’uso del tonno. Pesce considerato particolarmente prelibato al palato umano e la cui pesca, quindi, ha raggiunto livelli vertiginosi. Tanto da mettere a rischio la specie, soprattutto la varietà pinna gialla.

Tra gusto e concezioni salutistiche, lo ammiriamo con l’acquolina in bocca sulle nostre tavole ma è bene saperne la provenienza, i metodi di pesca e le certificazioni che ci permettono di scegliere il pescato sostenibile.


La pesca, infatti, spesso non ha nulla di artigianale e i suoi prodotti possono porre problemi di natura etica che riguardano la filiera che porta il pesce dal mare fino ai punti vendita.


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Prima della pandemia, secondo dati FAO, l’80% degli stock di pesce per cui erano disponibili analisi erano sovrasfruttati. Il che rappresentava un grande affaticamento per gli oceani.

Pesca eccessiva, pesca illegale e non regolamentata, tecniche di pesca discutibili come quella a strascico sono tutti fattori che pesano sul mare e le sue risorse.

Il tonno che troviamo nelle scatolette non proviene dal Mediterraneo: arriva dagli oceani Pacifico, Atlantico, Indiano. La pesca intensiva mette alla prova la capacità del mare di rinnovare le sue risorse, mettendo a rischio le specie più ricercate nelle nostre cucine.


Negli ultimi 60 anni la pesca è aumentata del 1.000% grazie ai sistemi industriali, che sono arrivati a permetterci di pescare sei milioni di tonnellate di tonno all’anno, e così hanno sistematicamente superato le soglie oltre le quali i nuovi nati non riescono a rimpiazzare il pescato.


Le nostre scelte alimentari hanno effettivamente un peso in tutto questo, per questo Evekeia ha progettato un percorso formativo online rivolto a chiunque voglia imparare a essere un consumatore consapevole e sostenibile.


I problemi ambientali connessi alla pesca del tonno sono soprattutto tre.


  • lo sfruttamento eccessivo mette a rischio la sopravvivenza delle specie. Ancor più se, come abbiamo visto, non si rispettano i fisiologici periodi di riproduzione, ostruendo così il naturale ripopolamento dei banchi.

  • i sistemi di pesca non selettivi spesso danneggiano altre specie. Grazie alle lotte degli ambientalisti si è risolto il problema della cattura accidentale di delfini, ma restano altre specie a rischio, come tartarughe e verdesche.

  • per arginare l’esaurimento delle riserve, è importante che la pesca sia controllata e assegnata con sistemi ufficiali ai diversi paesi. La pesca illegale sfugge a ogni controllo.


Per fare acquisti sostenibili dovremmo scegliere prodotti facilmente tracciabili e con etichette chiare. Preferire filiere corte e prodotti locali permette, come nella maggior parte dei casi, di limitare l’impatto dei trasporti sull’ambiente, di sostenere la pesca artigianale e di avere nei nostri piatti alimenti freschi.


Troppo spesso, inoltre, il pesce viene pescato (e venduto) prima che raggiunga la taglia minima di legge. E, dato che solo gli adulti possono riprodursi, questo mette a rischio la continuità della specie. Evitiamo di comprare pesci non abbastanza cresciuti, così da aiutare la fauna marina.


Per scegliere del pesce sostenibile, tonno compreso, ci vengono in aiuto due organismi internazionali di certificazione.


MSC - Marine Stewardship Council

Marchio indipendente, certifica la pesca mondiale in coerenza con le linee guida FAO.

Si trova sui prodotti ittici che rispettano i parametri dello standard.

Si ottiene tramite una valutazione fatta da un organismo indipendente accreditato.


Friend of the Sea

Garantisce l’applicazione dei criteri stabiliti dalla FAO nelle linee guida per i prodotti ittici. In particolare, possono essere certificati solo pesci provenienti da stock che non sono sovrasfruttati. Tutti i prodotti e la loro origine sono controllati da agenzie di certificazione internazionali e indipendenti.


Se vuoi dirigerti verso uno stile di vita sostenibile e capire come leggere le etichette dei prodotti per imparare a fare acquisti sicuri, consapevoli ed ecologici, dai un’occhiata al nostro corso.


Ultimo consiglio ma non meno importante, seguendo le indicazioni di Slow Food nella campagna per la sostenibilità della pesca, una scelta responsabile è quella di rinunciare alle specie più a rischio a favore di altre meno note e considerate meno pregiate dal mercato, ma altrettanto buone, come sgombro e pagello.