Alla ricerca della sostenibilità sperduta

C’è una cosa che di questi tempi tutti vogliono. Ne parlano ovunque. Nei telegiornali. Per le strade. Perfino nelle pubblicità.

L’oggetto del desiderio oggi più chiacchierato che mai è la sostenibilità.

Benvenuti in questo sesto episodio del podcast di Evekeia. Sono Rosaria Rogasi, ex insegnante di economia domestica, da oggi vi accompagnerò in un nuovo ciclo di incontri alla ricerca della sostenibilità sperduta nella nostra quotidianità.

 

Tutti la cercano… e come spesso accade, non ci accorgiamo che ci si annida sotto il naso e che si trova letteralmente a portata della nostra mano. Basterebbe allungare il braccio e stringere la nostra presa, afferrandone un lembo, uno stralcio nel nostro pugno.

Ma qualcosa ci impedisce questo semplice gesto. Le invisibili catene della disinformazione, delle fake news, della pigrizia e della comfort zone ci immobilizzano. E un gesto che dovrebbe essere veloce come un guizzo, si sviluppa invece con la velocità di un bradipo intirizzito. E la sostenibilità continua ad essere lontana, portata via dal caloroso vento del surriscaldamento globale.

Eppure basterebbe poco per risvegliare il nostro potenziale e poter finalmente entrare nel vivo dell’azione. Non più spettatori di questo show live-action. Non solo attori protagonisti, ma perfino registi e sceneggiatori che determinano presente e futuro di questo incredibile spettacolo che è la vita su questo pianeta.

Sembra qualcosa di adatto a una prima serata a Broadway con tanto di tappeto rosso, eppure va in scena in un palcoscenico più modesto ma non meno importante: le nostre case.

Avete presente quando alziamo il termostato di quel paio di gradi in più? Quando lasciamo scorrere l’acqua calda? Quando ci dimentichiamo di spegnere la luce, il computer o la televisione? Ecco le nostre case contribuiscono per il 19,5% alle emissioni di gas a effetto serra. Certo non si tratta solo di un paio di lampadine. La qualità dei nostri impianti, l’isolamento della casa, le classi energetiche dei nostri elettrodomestici e le fonti da cui attingiamo energia sono co-protagoniste delle nostre abitudini.

Per afferrare la sostenibilità quindi basta correggere qualche abitudine non proprio virtuosa e ottimizzare i nostri impianti domestici? È un passo nella giusta direzione ma non è sufficiente.

E parlando di abitudini, proseguiamo con quelle che passano dalla nostra cucina.

Quando sferraglio tra le corsie del supermercato quanta carne metto nel mio carrello? Uno o due chili a settimana a persona? Una media di 79 chili di carne a testa all’anno? E che altro metto nel carrello e come lo scelgo? Prezzi. Offerte. Slogan che vantano le straordinarie proprietà di un prodotto o le sue qualità ecologiche. 2x1. 3x2. -25%. 100% italiano. Eco. Tutto naturale e via dicendo. Quanto sappiamo veramente dei prodotti che acquistiamo e consumiamo? Conosciamo gli alimenti di cui ci nutriamo? E che c’entra tutto questo con la sostenibilità? Basta pensare che per produrre 1 Kg di carne si impiegano 15.000 litri d’acqua, mentre per produrre 1 Kg di verdure ne servono solo 325. Noi non vediamo quello che succede prima che un prodotto arrivi sullo scaffale, ma quello che mettiamo nel carrello ha molto a che fare con la nostra salute, con l’ambiente, col benessere degli animali e l’equità del lavoro. Così come tutte le scelte e le azioni di tutti i giorni.

Quante volte usiamo la nostra auto? La usiamo anche solo per fare un centinaio di metri? Dove andiamo in vacanza? In lontane località esotiche raggiungibili solo con voli transoceanici? Quante sigarette fumiamo ogni giorno? Quanti prodotti confezionati nella plastica acquistiamo? Beviamo l’acqua da bottiglie di plastica? Certo, c’è da diventare matti. Ogni azione che compiamo sembra avere dei risvolti incredibili. C’è il rischio di rimanere immobilizzati da una certa dose di eco-ansia e non cambiare nulla. Ma una via d’uscita c’è. Una luce in fondo a questo tunnel esiste. E per arrivarci basta una semplice domanda: e se…?

E se invece di prendere l’auto andassi a piedi? E se mi mettessi un maglione invece d’alzare il termostato? E se prendessi un chilo di carne in meno e un chilo di legumi in più? E se per le vacanze evito le mete esotiche e punto sul turismo nostrano?

Perché la sostenibilità è un cammino. Si costruisce dalle piccole cose, un passo per volta. E da qualche parte occorre cominciare… non facciamo come per la dieta che si inizia sempre di lunedì. Scegliamo di iniziare da una cosa oggi e di continuare con un’altra domani.

E se proprio non sapete da dove iniziare… c’è Evekeia. Perché la voglia di sostenibilità è nobiltà d’animo, ma ha bisogno di mediatori e di competenze. Per questo abbiamo creato un percorso formativo online rivolto a chiunque voglia imparare a condurre la propria quotidianità in maniera organizzata, ecologica e sostenibile.

Ci ritroviamo nella prossima puntata, nella quale parleremo di sostenibilità a lavoro.

Un caro saluto da Evekeia.